
Fannulloni nel pubblico impiego
Il Ministro ha ragione ?
Appena insediatosi, il nuovo ministro della funzione pubblica ha lanciato minacciosi strali contro gli impiegati degli innumerevoli uffici dove la burocrazia complica la vita degli Italiani.
Si vogliono rendere più veloci e snelle le tante pratiche che costringono i cittadini di questo glorioso Paese ad interminabili file e ricorrenti “incazzature”.
E per riuscire in questa ciclopica impresa, il neo nominato componente del neo eletto Governo vuole innanzitutto colpire “i FANNULLONI”.
Ma chi sono i fannulloni?
E soprattutto, se il neo ministro “azzecca” la definizione e riesce a scovarli e ad epurarli, quanti lavoratori resteranno nei tanti già poco efficienti uffici pubblici ?
Pur condividendo la necessità di una riforma della macchina burocratica, per rendere più “moderno”e meno complicato il mestiere di bravi ed onesti cittadini, dobbiamo sottolineare il sapore propagandistico delle affermazioni di un cittadino che, seppur investito recentemente di un alto incarico, tuttavia, per aver vissuto un po’ di anni in questo Paese, ha sicuramente accumulato esperienze determinanti per sapere che il compito che si appresta ad affrontare non sarà facile e non produrrà comunque gli effetti desiderati.
Innanzitutto perché i fannulloni non stanno solo da una parte e non vanno cercati solo in alcuni apparati dello Stato piuttosto che in altri.
Per volere essere più chiari. I suoi colleghi eletti al Parlamento ed i loro costosi codazzi, poiché vengono remunerati con denaro pubblico, possono essere annoverati fra i destinatari dei minacciosi strali? Possiamo quindi cercare di sapere quanti assenteisti o “fannulloni” (se si preferisce chiamarli così), ci sono tra di loro ?
E su tutti quegli altri “mantenuti” dallo Stato (pagati cioè coi soldi dei tanti onesti lavoratori e contribuenti che pagano totalmente le tasse) sui quali la politica cala il sipario, ogni volta che qualcuno prova a denunciarne l’inutilità e i costi e subito dopo il silenzio e lo spreco tornano a regnare per anni, in attesa delle successive, e sempre inascoltate, grida allo scandalo, vuole il neo ministro intervenire? Ed alcuni suoi colleghi, insensibili agli sprechi e alla necessità di trasparenza, glielo consentiranno?
Occorre poi fare -come dire – una gerarchia anche nella casta dei fannulloni. Perché bisognerebbe individuare, e colpire per primi, quei fannulloni che occupano la posizione di “capo”. Quei dirigenti, cioè, che molto spesso arrivano in posti di responsabilità per “designazione politica” piuttosto che per meriti e capacità e che compromettono il buon funzionamento dell’ufficio rendendo inutile, lento o errato, il lavoro di tanti buoni impiegati che, a causa di colpe non loro, potrebbero essere sommariamente inclusi tra i fannulloni.
Occorre ancora, capire perché in uffici dove c’è molto da fare ci sono pochi impiegati che non riescono a smaltire tutte le pratiche loro affidate e quindi rischiano di passare per fannulloni pur facendo più del loro dovere e viceversa, in uffici con poco lavoro ci sono così tanti impiegati che, per non disturbarsi troppo a vicenda, sono costretti a spostarsi al bar o in luoghi dove si possa fumare in pace. Non saranno, per caso, questi i posti più ambiti da quei parassiti che si trascinano intorno al mondo della politica?
E non possiamo certamente dimenticare i “fannulloni realizzati”, quelli cioè che passano mesi o anni a disperarsi, a elemosinare un posto sicuro (non importa di che tipo) e quando alla fine ci riescono, magari in cambio di una manciata di voti, si autogratificano affermando con gioia – “ho trovato un lavoro magnifico,………. non si fa niente!!!”-.
Purtroppo anche questa è una cultura radicata e difficile da correggere. E intanto la spesa pubblica continua a lievitare e certamente non solo per merito dei fannulloni.
Auguriamo al neo ministro di riuscire a fare quello che ha proclamato e di migliorare la macchina dello Stato, purché eviti ingiuste persecuzioni e definizioni.
E soprattutto, ci auguriamo che renda giustizia a quei tanti bravi ed efficienti impiegati pubblici umiliati dall’arroganza e dall’inettitudine dei “fannulloni raccomandati”.
CuorePensante
Tag: Brunetta, burocrazia, carriere, cuorepensante, fannulloni, furbi, governo, incapaci, lavoratori, meritocrazia, ministero pubblico impiego, premi produttività, sindacati
Agosto 25, 2008 alle 10:18 pm
Perchè anzichè lamentarci non ci rendiamo utili e andiamo a segnalare i dipendenti pubblici fannulloni su http://www.superfannulloni.it ?