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Diventiamo tutti più poveri. Aiuto, arriva la recessione.

Ottobre 18, 2008

E diventammo tutti più poveri……..

  And everyone became poorer………

 

Solo un ventennio fa, era inimmaginabile una realtà come quella che ci apprestiamo a vivere.

Eravamo tutti tranquillamente proiettati verso un futuro sempre più tecnologico e più ricco. Davamo tutti per acquisiti privilegi e benefici che ci allontanavano dalla fame e dall’arretratezza socio-culturale che immaginavamo appannaggio esclusivo di certi popoli che con superficialità ed egoismo definivamo “del terzo mondo”.

 

Una cronica imperdonabile distrazione e l’assenza di politici purosangue ci hanno lentamente ed inesorabilmente trascinato verso la recessione.

“Stavamo meglio quanto stavamo peggio” è il commento popolare di quella moltitudine di pensionati che rassegnati ed inermi sopperiscono con la saggezza della maturità a quelle carenze materiali che quotidianamente li umiliano.

 

Perché e come siamo potuti arrivare a questo punto?

Esperti e pseudo-cervelloni di tutto il mondo sbizzarritevi a cercare spiegazioni inutili.

 

La realtà la conosciamo tutti.

In assenza di regole democratiche ferree, è stato consentito ad un’oligarchia di gente senza valori di ammorbare i concetti di sviluppo e globalizzazione e di creare le condizioni di un lento, subdolo, celato declino.

 

E adesso, cosa succederà?

Non è difficile prevederlo.

I poveri saranno sempre di più affamati. L’ex ceto medio si dovrà abituare ad uno stile di vita più parco. I soliti furbi senza scrupoli approfitteranno della situazione per costruirsi nuove ricchezze. Ed i ricchi continueranno ad essere ricchi.

E’ la storia che si ripete.

 

Forse ci sarà un rischio in più, rispetto a momenti storici simili anche non lontani nel tempo.

Coloro che senza fatica hanno accumulato ingenti ricchezze, grazie all’oro nero, cercheranno di destabilizzare definitivamente le deboli economie dei “Paesi progrediti”ed improvvisamente poveri e questo potrebbe generare una enorme confusione nell’assetto etnico-economico del mondo che verrà.

 

Ci dobbiamo preoccupare?

Certo che sì.

Potrebbe nascere un nuovo tipo di terrorismo pacifico e di elite che minaccerebbe tutte le conquiste di libertà che tanti popoli hanno faticosamente ottenuto.

Potrebbe iniziare un periodo di oscurantismo, e non soltanto economico-finanziario, dal quale potrebbe essere complicato e costoso uscire.

 

Che fare allora?

Non è facile suggerire ricette miracolose.

Ma sembra certo che non possiamo sperare di difenderci dalle incombenti minacce se gli uomini migliori della nostra società continuano a non avere la possibilità di mettersi al servizio della comunità.

La politica recente è fatta da uomini inadatti o troppo presi da problematiche personali.

Il potere interpretato come strumento utilitaristico per razziare il bene collettivo ed occupare e soffocare ogni apparato dello Stato non ha funzionato.

Occorrono regole e metodi nuovi. Occorre ritornare a quei valori di appartenenza e di orgoglio nazionale che consentono di pensare in maniera totalmente diversa alla gestione dei beni comuni.

Occorre far tramontare definitivamente l’esaltazione della furbizia e della scorrettezza come valore unico per scalare il potere.

Occorre essere tutti intellettualmente e materialmente più onesti.

 

Buona fortuna Mondo della globalizzazione e della libera economia.

Ne hai veramente bisogno.

 

 

                                                                                       Meditabondo.  

SOLITUDINE E TRISTEZZA

Ottobre 7, 2008

Tristezza e solitudine

 

 

Ti prende il cuore e poi sale verso il respiro e raggiunge la testa per espletare i suoi meccanismi di confusione, cefalea, nausea e senso di fastidio generale.

Non provi neanche ad allontanarla perché non sai come fare e comunque non pensi di poterci riuscire.

Arriva all’improvviso o dopo tanti o pochi piccoli o grandi preavvisi.

E’ lei, la tristezza, che ti coinvolge e ti riporta ad uno stato di sopravvivenza diverso e pacato. Ti senti diverso e non sai neanche diverso da cosa o da chi. Ti accorgi soltanto che un morso ti attanaglia il torace ed un senso di vuoto dimora sull’addome.

I tratti del viso si adattano a rappresentare quello che ti cova dentro e qualcuno se ne accorge e ti può anche chiedere –Che c’è? Cosa hai?-.

E ci sono tante o poche cose che sai e che non vuoi o non riesci a partecipare.

Hai tanta voglia di capire, di pensare, di spiegarti e vedi che queste intenzioni ti possono far crescere quel senso di non stare bene con te stesso che ti tortura e allora ti rifugi in un stato d’animo che vuole fuggire dagli altri e ti conduce alla solitudine.

Scopri quante risorse ci possono essere in te stesso e approfitti della solitudine per conoscerle e tentare poi di usarle per aiutarti.

Ti accorgi pian piano che si riesce a sopravvivere con la solitudine anche se col passare del tempo la sua permanenza diventa pesante da sopportare e può generare nuova tristezza.

Ed intanto i segni di espressione sul tuo volto diventano definitivamente marcati e la luce dei tuoi occhi sembra non volere più brillare.

Non fare però l’errore di compatirti e di farti compatire. Questo peggiorerebbe il quadro generale della situazione.

Se ci riesci, reagisci. Se vuoi, ce la puoi fare. Se le cause della tua tristezza non sono ineliminabili, ti devi sforzare di ritornare alla gioia e alla serenità.

Si può vivere in solitudine, ma non si deve vivere sempre tristi.

 

                                                                                  CuorePensante

UNIVERSITA’. Aiutare gli studenti fuorisede meritevoli.

Settembre 16, 2008

 

Gli ingiustificabili ed inaccettabili costi degli studi universitari

Lo Stato deve aiutare gli studenti fuorisede.

 

 

Ci risiamo.

Inizia un nuovo anno accademico e migliaia di giovani si muoveranno da ogni parte del Paese per raggiungere le sedi universitarie scelte.

L’entusiasmo e la sprovvedutezza delle matricole si mescolerà con le delusioni e la rabbia dei fuoricorso nelle chiacchiere che accompagneranno le lunghe file agli sportelli delle segreterie delle facoltà, dove la burocrazia, spesso obsoleta ed esercitata con cinismo da svogliati impiegati, si accanisce su giovani animati da grandi ideali minati da preoccupazioni reali per il loro futuro lavorativo.

Tasse esose che serviranno a foraggiare una delle caste più “fannullona”  del nostro sistema educativo (ndr: i docenti universitari e le loro corti).

Moduli e cartacce inutili da compilare e quasi fatti apposta per far commettere errori e costringere a ricorsi o a nuove lunghe file.

Testi doppioni, talvolta poco comprensibili ed inutili, da acquistare per compiacere i baroni.

Facoltà e relativi istituti distribuiti in luoghi lontani tra loro che costringono i poveri studenti a faticosi, dispersivi e costosi vagabondaggi nelle città.

Affannosa ricerca di una camera in affitto e scoperta di approfittatori che speculano sulla necessità ed offrono tuguri a prezzi e condizioni che tante famiglie non possono sostenere.

Così lo studio garantito a tutti dalla Costituzione di fatto diventa un privilegio per pochi eletti residenti nelle città sede di Università o provenienti da famiglie benestanti.

Gli Altri, e sono la maggioranza, partono con un pesante handicap e sono costretti a condizioni di vita non idonee a creare un clima sereno che li aiuti a rendere meglio nello studio. Alcuni, più caparbi, si trovano un lavoro per mantenersi e restano inevitabilmente indietro con gli esami. Altri, meno tenaci o più delusi, finiscono per abbandonare gli studi con grandi rimorsi che li accompagneranno per il resto delle loro vite. Pochi riescono a farcela con sacrifici enormi e, spesso, sono proprio questi che poi diventeranno seri e capaci professionisti.

Pochissimi e sono certamente da considerare fortunati, riescono ad ottenere un posto-letto nelle residenze universitarie, un pasto caldo nelle mense universitarie, un assegno di studio per le spese più necessarie e l’esonero dalle tasse.

Ed è grazie a questa minoranza che lo Stato e i suoi famelici apparati riescono a giustificare le loro garanzie di democrazia e di “diritto allo studio per tutti”.

Ma non ci vuole molto a contestare tali dichiarazioni di “democrazia non compiuta”.

 

Ora, non vogliamo che il Governo e l’abile Ministro della Scuola distribuiscano a somari e svogliati ingenti risorse a “fondo perduto”.

Ma un più efficace controllo dei metodi di studio, delle ore di lezione, dei testi adottati, dei calendari di esami, degli spazi e degli strumenti messi a disposizione degli studenti, delle commissioni di esami, delle ingiustizie e degli abusi perpetuati da alcuni baroni, ecc…., sarebbe opportuno ed utile.

E sarebbe anche necessario, anzi indispensabile, che si offrisse agli studenti fuori-sede la possibilità di vivere in camere decenti in Case dello Studente ben attrezzate che lo Stato dovrebbe impegnarsi a costruire in tempi brevi.

Il modello dei Campus americani o dei College inglesi non è irraggiungibile ed i costi non sono così esosi se paragonati ai tanti cancri degli sprechi nelle pubbliche amministrazioni che nessun Governo riesce a guarire semplicemente perché non gli conviene curarli.

Avanti allora, illustrissimo Ministro della Scuola e generoso e sorridente Premier, datevi da fare per cambiare lo status degli studenti universitari italiani.

Lasciate così la vostra impronta nella storia di questo bel Paese così poco amato dai suoi amministratori.

Liberate tanti giovani studiosi e volenterosi studenti universitari dalle grinfie di strozzini proprietari di malandati appartamenti affittati a prezzi inaccettabili.

Fate vivere a tanti giovani un sereno ed indimenticabile “tempo dell’Università”.

Mettete a loro disposizione Case dello Studente e Mense vicine alle sedi degli istituti da frequentare.

Metteteli nelle mani di docenti capaci e dediti all’insegnamento.

Migliorate le università e l’insegnamento.

VOLERE E’ POTERE.

 

                                                                      CuorePensante 

 

http://pensieriparolecuore.blogspot.com/

http://cuorepensante.wordpress.com/

LA FAME NEL MONDO. Cosa fanno i Paesi ricchi?

Settembre 4, 2008

 CuorePensante

 

What “

ThinkingHeart   from Italy, 2008

 

do you do” FAO?

 

The hunger in the world

and the weakness of international institutions.

 

 

 

 

 

                                                          Pope’s message:

                             “Poverty and malnutrition are not a mere fatality

                              caused by adverse situations or disasters.”

                              He recalled Benedict XVI in a message from

                              Secretary of State Bertone at the convention of FAO.

                             “Hunger and malnutritionhe addedare  

                              unacceptable in a world that actually has 

                              resources, knowledge, production and sufficient”.

 

 

 

Stately meetings.
Powerful men of the earth meet, smile, exchange tips and favours each other.
Abundant lunches and dinners.
Luxury blue cars.
Wonderful halls.
Some witty remark and much unnecessary and deducted talk.
Out of place courtships.
Representatives of “hungry” countries displays high tailoring clothes and refined accessories.
Flowers. Gifts. Souvenirs to expose in their wealthy homes.
And in the end?
… .. Still smiles, handshakes, a goodbye to the next meeting and then everyone flights home, by private aircraft or in business class.
     And the hunger? And all children and elderly who have died of hunger while the “powerful men” of the earth were trying to deal with them? They will think about them?

     Few rare television reportages. Some sad pictures in the newspapers. And many, but insufficient, offers from wealthy citizens encouraged by the spirit of solidarity or simply by the remorse of their consciences, continue to let those powerful men feel themselves useful to the cause in name of which they spend, to continue to exist and to be gratifying, more than that sufficient to save the lives of thousands of poor unfortunate inhabitants of this our strange planet.

   The international humanitarian organisations are theoretically a nice invention of the modern and democratic states, but in reality they play a role  less important than that for which it was created. Their power is, in fact, limited by politics and by the interests of the most powerful countries and of lobbies and multinationals that are able to benefit from even the more desperate situations . Not having unfortunately own resources, poor Nations are subject to alms and to the generosity of those who have money and power.

 
   Scarcely listened, even if simply strong, are the invocations of the Pope exhorting -”Globalization of Solidarity” -.

 
   To cancel the debt of those poor countries is not sufficient, if nobody goes to see then how that money was spent and  somebody continues to get them into debt again by interventions with poor or even harmful profits.

We must emerge from a process of perpetual cynicism and provide a sustainable development and the infrastructure necessary to create the conditions for a more equitable distribution of wealth in the world.

    Mr. Rulers and especially lords senior management of FAO, not come back to your prestigious offices only to make phone calls, to send faxes and to plan trips and inefficient meetings. Try to keep in your thoughts that while you are used to exert and maintain your temporary power, many beings like you, are dying because they do have neither some of your small change to buy a little flour or rice.
   Above all, try to think that could happen to any one of us to be born and to live in those unlucky places.
   Worldwide there is still a lot of people who die of hunger, let us not forget that, in our everyday lives of sufferers of Western consumerism.

 

 

Where are the hungry?

 

 

 

The hungry people are everywhere: in the mountains, in the plains, along the coasts and islands. In every region of the world is hungry people.
Here is their geographical distribution:

Sub-Saharan Africa: 204 million
Asia / Pacific: 156 million
India: 221 million
China: 142 million
Latin America / Caribbean: 53 million
Near East / North Africa: 39 million
Countries of the former Soviet Union: 28 million
Other industrialised countries: 9 million

 

                                              CuorePensante

                                       (Thinking Heart)

 

http://pensieriparolecuore.blogspot.com/

 

tag: hungry,thinkingheart,solidariety,globalization,pope,poor,debt 

ALITALIA. Dove sta andando la compagnia di bandiera italiana?

Settembre 4, 2008

“Alitalia senza ali e senz’Italia”

 

Era bella la nostra Alitalia.

Gli aerei eleganti con le loro code verdi. I piloti più bravi. Il servizio a bordo puntuale e cortese. Le belle hostess. La sensazione di sentirsi a casa in qualunque parte del mondo si volasse.

Ce la invidiavano gli altri.

E ora? Ora è diventato un enorme carrozzone mangiasoldi da svendere.

Perché? Come è potuto accadere tutto ciò?

Per anni abbiamo sentito di grandi esperti nominati amministratori della compagnia, che hanno percepito enormi compensi e sono stati licenziati con favolosi premi dopo aver incrementato il dissesto economico.

Ma non ci sarà qualcosa che non torna?

Perché piccole compagnie resistono ed incrementano i loro traffici e la nostra gloriosa Alitalia è ridotta così?

Vuoi vedere che, sotto sotto, c’è ancora la politica ed i suoi loschi intrecci?

Non sono forse di nomina politica gli amministratori della nostra (ancora per poco) compagnia di bandiera?

Non sono forse i politici e le loro corti ad avere preteso assunzioni senza limiti e non necessarie?

E allora? Perché non pignoriamo gli stipendi e le pensioni scandalo di quei signori e non li facciamo simbolicamente confluire nelle asfittiche casse dell’Alitalia?

Fosse la volta buona che incominciassero ad essere più accorti nella gestione delle “cose pubbliche”e non li considerassero più roba di nessuno, utile solo a mantenere potere, consenso, clientele e finanziamenti occulti.

La gente comincia a chiedersi: -Ma saranno ancora sicuri gli aerei dell’Alitalia? La manutenzione è ancora puntuale e precisa come una volta?-

Le cordate vere o finte, purchè italiane, dovrebbero far presto se vogliono salvare una gloriosa compagnia. E non aspettare furbescamente di fare un affare più lucroso di quello che già è. E soprattutto non consentire che essa venga lentamente smembrata e fagocitata da partners europei, più accorti nella gestione delle cose pubbliche, che hanno interesse ad impossessarsi di rotte redditizie e di rendere i passeggeri italiani utenti di serie inferiore da costringere a scali stressanti, perditempo ed antieconomici.

Cari governanti presenti, passati e futuri, basta con le chiacchiere e le promesse propagandistiche. La campagna elettorale è finita. Ora bisogna dimostrare a questo popolo succube che siete in grado di realizzare quelle riforme e quel benessere che avete gridato con tanta facilità per accaparrarvi i voti.

La gente è stanca e sempre più povera. I supermercati sono sempre meno affollati. I cinema sono quasi deserti. Le vacanze si fanno sempre più rare, più brevi e più economiche. La casa ed i suoi servizi primari sono diventati, per tanti, un lusso. I giovani non riescono a trovare lavoro e alcuni anziani non riescono a mangiare per tutti i giorni del mese.

Italiani che occupate le sedi del potere, è ora di cambiare metodo. Non siete lì per fare i vostri interessi. Non è più possibile. Date una svolta eclatante al modo di fare politica. Basta con le contrapposizioni sterili. Basta con le passerelle da prime donne. C’è bisogno di idee e progetti per uscire da questa crisi. C’è bisogno di restituire alla politica il suo ruolo puro. Basta con l’inettitudine e gli interessi di parte. Basta con gli sprechi ed i privilegi. Dovete restituire al vostro ruolo quella nobiltà che da tempo manca. Siete degli eletti della società e da eletti, da esseri superiori, dovete agire, tenendo in mente sempre che avete una importante missione da svolgere e che da voi dipendono i destini di milioni di persone che, con il loro voto, vi hanno delegato a farli vivere nel modo migliore possibile.

Che bello essere Italiani.

Settembre 4, 2008

………….e vissero felici e contenti

 

Gli italiani hanno riavuto le loro partite di pallone.

I famelici cortigiani hanno avuto la parte sana di Alitalia.

La Ferrari e Valentino Rossi vincono.

Le vacanze in qualche modo hanno regalato qualche giorno di serenità.

Il Premier continua ad essere ottimista e a regalare rassicuranti sorrisi alle masse.

I giovani (e non solo) continuano ad invidiare Briatore.

Le ragazzine, a Venezia,  gridano estasiate alla vista di Clooney e Pritt.

Il Ministro dell’Economia confonde le menti con camaleontici bilanci.

Il Ministro dell’Innovazione ha definitivamente debellato il fannullismo.

Qualche militare professionista passeggiando per le strade ha riportato sicurezza e tranquillità.

La spazzatura campana si è trasferita altrove.

I Comuni, privati dell’ICI, continuano a fornire eccellenti servizi senza fare debiti.

A scuola ritornano i voti e scompare il bullismo.

I turisti possono accamparsi felicemente e tranquillamente in tanti bei posti della nostra penisola.

I giovani guidano prudentemente e risultano sobriamente in regola ai controlli stradali.

Il lavoro avanza ed è giusto offrirlo anche ai tanti extracomunitari che ci raggiungono con comode crociere.

I prezzi di frutta e verdure subiscono miracolosi rialzi nei complicati passaggi dai produttori ai consumatori, ma è un affare regolare.

Le carni di mucca e di pollo sono sanissime e non occorre preoccuparsi di controlli esagerati ed allarmanti.

Il Servizio Sanitario Nazionale offre eccezionali prestazioni con costi da bancarotta.

Le province, gli enti pubblici, gli uffici di rappresentanza, le fondazioni culturali, le società partecipate, i contributi di falsa solidarietà, i tanti privilegi della Casta, sono il fiore all’occhiello della nostra democrazia e voci ineliminabili dalla equilibrata spesa pubblica.

I docenti universitari sono investimenti perenni e anche se non ricercano, non producono e spesso non insegnano nemmeno, bisogna tuttavia lasciarli esistere e foraggiarli con fondi da sperperare a loro piacere.

La benzina è sempre più cara, ma le fonti energetiche di casa nostra è meglio che continuino a rimanere dove sono.

I futuri pensionati sono felici di vedere svanire i loro contributi in risanamenti e solidarietà sociali sospette.

I prezzi delle case subiscono aumenti ingiustificabili e l’edilizia pubblica ristagna nell’incapacità di progettare e spendere i fondi stanziati.

Le Banche e le Assicurazioni strozzano i bisognosi e non, però sono brave ed efficienti.

 

Ma che bello questo Paese in cui abbiamo il privilegio di vivere!!!!

Chissà come ci invidiano i nostri vicini Francesi, Tedeschi, Spagnoli, Svizzeri, Austriaci!!!

Perché non gli prestiamo un po’ dei nostri amministratori e dei nostri “Castani”?

Chissà come renderebbero spumeggianti ed economicamente eccitanti quelle noiose e grigie democrazie.

I FANNULLONI NEL PUBBLICO IMPIEGO

Agosto 25, 2008

 

Fannulloni nel pubblico impiego

Il Ministro ha ragione ?

 

 

     Appena insediatosi, il nuovo ministro della funzione pubblica ha lanciato minacciosi strali contro gli impiegati degli innumerevoli uffici dove la burocrazia complica la vita degli Italiani.

    Si vogliono rendere più veloci e snelle le tante pratiche che costringono i cittadini di questo glorioso Paese ad interminabili file e ricorrenti “incazzature”.

E per riuscire in questa ciclopica impresa, il neo nominato componente del neo eletto Governo vuole innanzitutto colpire “i FANNULLONI”.

Ma chi sono i fannulloni?

E soprattutto, se il neo ministro “azzecca” la definizione e riesce a scovarli e ad epurarli, quanti lavoratori resteranno nei tanti già poco efficienti uffici pubblici ?

 

   Pur condividendo la necessità di una riforma della macchina burocratica, per rendere più “moderno”e meno complicato il mestiere di bravi ed onesti cittadini, dobbiamo sottolineare il sapore propagandistico delle affermazioni di un cittadino che, seppur investito recentemente di un alto incarico, tuttavia, per aver vissuto un po’ di anni in questo Paese, ha sicuramente accumulato esperienze determinanti per sapere che il compito che si appresta ad affrontare non sarà facile e non produrrà comunque gli effetti desiderati.

Innanzitutto perché i fannulloni non stanno solo da una parte e non vanno cercati solo in alcuni apparati dello Stato piuttosto che in altri.

Per volere essere più chiari. I suoi colleghi eletti al Parlamento ed i loro costosi codazzi, poiché vengono remunerati con denaro pubblico, possono essere annoverati fra i destinatari dei minacciosi strali? Possiamo quindi cercare di sapere quanti assenteisti o “fannulloni” (se si preferisce chiamarli così), ci sono tra di loro ?

E su tutti quegli altri “mantenuti” dallo Stato (pagati cioè coi soldi dei tanti onesti lavoratori e contribuenti che pagano totalmente le tasse) sui quali la politica cala il sipario, ogni volta che qualcuno prova a denunciarne l’inutilità e i costi e subito dopo il silenzio e lo spreco tornano a regnare per anni, in attesa delle successive, e sempre inascoltate, grida allo scandalo, vuole il neo ministro intervenire? Ed alcuni suoi colleghi, insensibili agli sprechi e alla necessità di trasparenza, glielo consentiranno?

   Occorre poi fare -come dire – una gerarchia anche nella casta dei fannulloni.  Perché bisognerebbe individuare, e colpire per primi, quei fannulloni che occupano la posizione di “capo”. Quei dirigenti, cioè, che molto spesso arrivano in posti di responsabilità per “designazione politica” piuttosto che per meriti e capacità e che compromettono il buon funzionamento dell’ufficio rendendo inutile, lento o errato, il lavoro di tanti buoni impiegati che, a causa di colpe non loro, potrebbero essere sommariamente inclusi tra i fannulloni.

  Occorre ancora, capire perché in uffici dove c’è molto da fare ci sono pochi impiegati che non riescono a smaltire tutte le pratiche loro affidate e quindi rischiano di passare per fannulloni pur facendo più del loro dovere e viceversa, in uffici con poco lavoro ci sono così tanti impiegati che, per non disturbarsi troppo a vicenda, sono costretti a spostarsi al bar o in luoghi dove si possa fumare in pace. Non saranno, per caso, questi i posti più ambiti da quei parassiti che si trascinano intorno al mondo della politica?

E non possiamo certamente dimenticare i “fannulloni realizzati”, quelli cioè che passano mesi o anni a disperarsi, a elemosinare un posto sicuro (non importa di che tipo) e quando alla fine ci riescono, magari in cambio di una manciata di voti, si autogratificano affermando con gioia – “ho trovato un lavoro magnifico,………. non si fa niente!!!”-.

    Purtroppo anche questa è una cultura radicata e difficile da correggere. E intanto la spesa pubblica continua a lievitare e certamente non solo per merito dei fannulloni.

 

   Auguriamo al neo ministro di riuscire a fare quello che ha proclamato e di migliorare la macchina dello Stato, purché eviti ingiuste persecuzioni e definizioni.

   E soprattutto, ci auguriamo che renda giustizia a quei tanti bravi ed efficienti impiegati pubblici umiliati dall’arroganza e dall’inettitudine dei “fannulloni raccomandati”.

 

                                                                                                       CuorePensante

ESSERE ONESTI E’ OGGI UN DIFETTO ?

Agosto 25, 2008

La fortuna di essere Onesti

 

   Alcuni dei valori fondamentali degli essere umani si sono andati progressivamente perdendo nella società in cui ci troviamo a vivere.

Con questo non possiamo affermare e neanche semplicemente pensare che le società che ci hanno preceduto nei secoli passati erano interamente costituite da persone perbene, oneste, corrette.

Ma certamente, per quanto ci è consentito ricordare, i nostri padri ed i nostri nonni avevano dei principi che oggi sono raramente e debolmente manifestati.

E’ facile dare la colpa alla velocità con cui  viviamo la nostra esistenza di individui convinti di essere migliori e soprattutto più furbi.

Ma migliori e più furbi di chi?

Dei Romani che hanno messo insieme un grande impero e tanta civiltà? 

Non credo.

Dei Greci che hanno stupito con le loro arti? 

Sono difficilmente imitabili.

Degli Egiziani superbamente eleganti?

Non siamo in grado di pensare come loro.

Degli Arabi e le loro tante invenzioni?

Dei Grandi Navigatori che hanno esplorato e fatto conoscere il nostro pianeta?

 

   Ma non vogliamo addentrarci in difficili e complicate analisi storiche che lasciamo a chi è più esperto di noi in materia. Vogliamo semplicemente evidenziare, se ci riusciamo,  comportamenti quotidiani che non ci gratificano e ci costringono a vivere peggio.

   L’esempio peggiore ci viene purtroppo da tanti individui che riescono a raggiungere posizioni di rilievo nella società.

Non ce ne voglia quella sparuta minoranza di capaci ed onesti che fa parte della categoria. A loro chiediamo subito scusa, se in qualche modo si sentono offesi dalle nostre considerazioni.

   Vogliamo ricordare invece quei politici che con metodi cinici, arroganti, insensibili, disonesti, ipocriti, inaccettabili, riescono a farsi eleggere e a pretendere poi onori e rispetto.

   Vogliamo ricordare quegli affaristi senza scrupoli che non esiterebbero a mettere a rischio l’esistenza di tanti loro simili pur di realizzare i loro profitti.

   Vogliamo ricordare quei tanti giovani che si sono allontanati dalla fede e hanno scelto l’odissea dello sballo e degli incidenti stradali.

   Vogliamo pensare a tutti coloro che non hanno rispetto e premure per le persone anziane, per le donne incinte e per i bambini.

  Vogliamo biasimare coloro che pensano che studiare e prepararsi è uno sforzo inutile se si riesce ad ottenere di più con una buona raccomandazione.

   Vogliamo denunciare coloro che danneggiano le cose pubbliche.

   Vogliamo stuzzicare l’orgoglio e la coscienza di coloro che fanno male o svogliatamente il lavoro per il quale vengono pagati.

   Vogliamo condannare coloro che sfruttano donne e bambini.

   Vogliamo ricordare la meschinità degli inganni e delle bugie.

Ma vogliamo soprattutto sollecitare la correttezza e l’onestà.

E’ poi così difficile essere perbene ed onesti?

Certo che no.

E’ possibile. E’ bello. E’ utile. E’ necessario.

Impegniamoci tutti insieme per far trionfare l’onestà.

E’ un bene grande e fruttuoso.

Ci aiuta a vivere tutti meglio.

WW  L’ ONESTA’.

Immigrazione e solidarietà.

Luglio 21, 2008

Immigrazione, globalizzazione, ordine pubblico.

 

    Anche la nostra penisola è diventata da qualche anno la meta di tanti  abitanti di questo pianeta che hanno avuto la sventura di nascere in luoghi meno fortunati e/o con un colore di pelle diverso dal nostro.

Sono le conseguenze di una informazione non sempre corretta, che viaggia veloce coi moderni mezzi di comunicazione, e di aspirazioni alimentate da una cultura consumistica voluta da quella parte di pianeta dove le lobby ed il business imperano senza tregua e senza scrupoli.

   Si è così venuto a creare un nuovo fenomeno di schiavitù e di tratta di esseri umani che pensavamo di aver ormai definitamene rilegato nei libri di storia.

Si sono create le condizioni per generare un conflitto di razze e caste sociali, che ha pericolosamente superato il già presente antagonismo tra nord e sud, tra terroni e polentoni, tra i più evoluti e i meno civili, tra i benestanti e i poveri che nel nostro Paese ha tenuto banco per alcuni decenni, senza mai degenerare in un odio da caccia all’intruso e da ronde armate fai da te.

  Lo sbarco dei clandestini che pericolosamente inseguono un sogno di benessere, le tante belle e giovani ragazze costrette a vendere il proprio corpo, i bambini sfruttati e i delinquenti feroci, sono uno spettacolo che, soltanto alcuni decenni fa, non avremmo mai immaginato di vedere nella nostra terra. Quello che già era successo in Germania, in Gran Bretagna o negli Stati Uniti, pensavamo fosse un fenomeno esclusivamente loro, che non potesse mai ripetersi in un’Italia che agli stranieri offriva prevalentemente arte, storia, sole, moda e gastronomia. Ed invece, eccoci ad affrontare quella che è una vera emergenza con soluzioni non facili e non sempre praticabili senza violare le leggi internazionali e offendere la nostra cultura cattolica.

Che fare allora?

Far prevalere lo spirito della solidarietà ed aiutare questi poveri disgraziati ad integrarsi nella nostra società o fare la conta e rimandare indiscriminatamente indietro, verso un destino tragicamente incerto, tutti quelli in esubero rispetto alle nostre esigenze di interessata accoglienza?

  I nostri governanti non hanno  idee univoche sul da farsi e agiscono, il più delle volte, per soddisfare esigenze propagandistiche piuttosto che per approntare soluzioni efficaci e condivisibili.

I nostri sociologi si dividono fra favorevoli e critici. I primi vedono nel fenomeno una garanzia per mantenere bassa l’età media di una società che tende sempre più ad invecchiare e ad avere sempre meno forza-lavoro, soprattutto per tutte quelle attività faticose, umili o particolarmente usuranti. Quelli contrari profetizzano pericolosi e definitivi sconvolgimenti etnici  che causeranno perdita di identità e traumi sociali gravi nel nostro popolo ed auspicano un incremento delle nascite, magari convincendo gli Italiani, con incentivi economici ed altro, ad accoppiarsi più frequentemente e più proficuamente tra di loro. 

  Non pretendiamo di avere la ricetta magica per curare il fenomeno e quindi rimandiamo ai commenti di chi ci leggerà per la ricerca di un’equilibrata analisi e di soluzioni praticabili.

Certo è, che non dobbiamo venire meno ai nostri principi di cristiani e non possiamo trincerarci dietro una pur giustificabile difesa della nostra identità e sicurezza per nascondere egoismi ed intolleranze inaccettabili. Ricordiamoci che quei disgraziati scappano dalla miseria, dalle guerre, dalle epidemie, dalle persecuzioni e se non riusciamo a capire il dramma di quelle situazioni è semplicemente perché siamo stati più fortunati di loro.

   Ai politici degni di una statura internazionale, spetta il compito di trovare soluzioni di pace, stabilità e sviluppo nei Paesi di origine di quei disgraziati.

   Ai responsabili dell’ordine pubblico, auguriamo di combattere energicamente la delinquenza importata, senza però cadere nel pericoloso equivoco di considerare perseguibile e maltrattabile ogni immigrato. Fra di loro ci sono tanti uomini e donne che hanno dignità, cultura e voglia di migliorarsi: questi vanno rispettati, sono esseri umani come noi anche se parlano un’altra lingua o hanno un colore di pelle diverso dal nostro.         

                                                                                        CuorePensante

Hillary Clinton. Simply the best.

Luglio 21, 2008

Hillary Clinto                                                                   Simply the best.

 

       Hillary Clinton, an energetic and brave woman, an exemplary wife, an able lawyer, a senator loved by the American people. 

 

    The women of the whole world have followed with interest and/or curiosity the battle fought by her for conquering the nomination for the election to president of USA. 

   A lot of these fans were sure that she would have succeeded. But the merciless world of the political competition has decreed a contrary verdict after an endless to follow one another of victories and defeats, of hopes and disappointments, of certainties and doubts. 

  Hillary Clinton at the end has not succeeded in conquering the finishing line, but for a lot of us she is a winner however and the so many tears, of the senator and her supporters at the declaration of withdrawal from the merciless competition, have given a rare and intense moment of humanity to that gigantic, cold, hard electoral campaign. 

 

    The USA have probably lost a great occasion to send a great message of change to the whole world.  

A woman, president of the most powerful Nation of the world, would surely have opened a new and interesting international political scenery. 

   The women of the whole world would have applauded to the event, that would have given a notable contribution to that hope of the equal opportunities that for a lot of them still has the taste of a great and sterile propagandist campaign. 

 

   Go on, senator Hillary!!!!  

   Conquer the vice-presidency, that will allow you to remain in the international political scene whatever and to the next presidential elections, try again. It will be the good time. A lot of women of the whole world are with you and they are certain that you can do it. 

 

    Meanwhile, get you from Italy, besides our respect, also the invitation to see you on the ground of this glorious earth again. 

We don’t perhaps have great ideas and political projects worthy of your attention, but surely we can offer you art, culture, sun, fashion, gastronomy and so much sympathy. 

   Let’s wait for you, lady vice-president of USA.  

  Good-bye. Talk to you soon.